La Nostra Visione
Il Pipistrello come simbolo


- è un animale liminale, di confine: vive tra luce e buio, aria e terra.
- naviga nell’ombra grazie all’ ecolocalizzazione: ‘vede con le orecchie’. è quindi un simbolo dell’ascolto sottile, della percezione profonda.
- simbolo di introspezione e trasformazione: noi accettiamo le ombre per riuscire a gestirle, partiamo dal silenzio e dai limiti per superarli attraverso l’arte.
- Nella cultura pop egli è un vigilante, archetipo dell’Ombra riconosciuta, un guardiano attento: nessun dettaglio è per noi lasciato al caso.
- Citazione (The Dark Knight): «Beh, Mr. Fox, come un…Come un radar, Mister Wayne: come un radar».
La scelta dei colori scuri

- la scelta dei colori scuri per le pareti è funzionale al voler concentrare l’attenzione verso il suono e la musica. Lavoriamo con meno stimoli per generare consapevolezza.
- se vuoi imparare a sentire, conoscere la musica, devi imparare ad ascoltare. Non è aumentando gli stimoli esterni che si affina l’esperienza musicale (giochi, distrazioni), ma diminuendoli. è per questo che al cinema, ai concerti, a teatro lo sfondo non è la luce piena di stimoli o distrazioni, ma il buio.
- in un albo di Dylan Dog, si diceva che “Lontano dalla luce è l’ineffabile splendore”. Il buio, il silenzio e l’ombra non sono il male. Anzi, sono risorse per creare ed evolvere, ignoti, da esplorare. Nella Cave si sviluppa il coraggio di suonare, creare partendo dall’ignoto che ci attraversa, conoscendolo attraverso studio e ricerca rigorosi.
Why so serious?

- il bagnetto stile Joker ha proprio quella funzione: ricordarci che possiamo sempre prenderci una pausa. Un caffè, una tappa al bagno, un po’ d’acqua fresca sul viso dopo un’ora di studio. Ci prendiamo sul serio, ma sappiamo anche staccare. il vero perfezionista sa anche quando riposarsi
- Joker è l’archetipo che suggerisce a Batman che bisogna anche saper rallentare e non essere troppo duri con se stessi. Che le regole vanno anche sapute essere messe tra parentesi
- è però il bagno a essere tema Joker, non lo studio. Quando si studia musica, lo si fa con le regole. Quando ci si rilassa, lo si fa bene. Ma il confine tra giocare e studiare nella Cave è netto, geografico direi.
Insomma, si entra nella Cave attraverso l’accogliente spazio di casa mia, luminosa come la Wayne Tower o la Wayne Manor. Con Nanook, il mio Siberian Husky e Giovanni, il mio affettuosissimo gatto, che non vedrebbero l’ora di giocare sempre. Poi però si scende nello studio: si varca la soglia verso l’impegno, la musica presa sul serio, ma non sul serioso.
La Cave non è per tutti: è uno spazio liminale, rituale, formativo.

